
Da piazza Umberto I a piazza Sparavigna: passeggiata nel cuore di Atripalda
Atripalda si può attraversare in pochi minuti. Per conoscerla, però, bisogna rallentare. Fra piazza Umberto I e piazza Sparavigna la distanza è breve, ma il
Se stai cercando cosa fare ad Avellino e nei suoi dintorni, la risposta più ovvia — e quella che quasi nessuno dà — è cominciare da Atripalda. Tre chilometri separano il capoluogo irpino da questa città che ha più storia di quanta ne mostri a prima vista, e che merita almeno mezza giornata dedicata.
Atripalda sorge sulle sponde del fiume Sabato, nella stessa area dove nell’82 avanti Cristo fu fondata la colonia romana di Abellinum. Il Parco Archeologico dell’Antica Abellinum, che si estende sull’altura della Civita per circa venticinque ettari, è uno dei siti più rilevanti dell’archeologia romana in Campania. Ci sono i resti della cinta muraria sannitica, il foro, le terme, e la Domus di Marcus Vipsanius Primigenius, una villa di duemilacinquecento metri quadrati che appartenne a un liberto di Agrippa. Il parco è accessibile dall’autostrada A16, uscite Avellino Est o Avellino Ovest.
Nel centro storico, la prima tappa è lo Specus Martyrum, la cripta paleocristiana sotto la Chiesa Madre di Sant’Ippolisto e San Sabino. È uno dei luoghi di culto più antichi del Sud Italia: custodisce le reliquie dei martiri cristiani sepolti durante le persecuzioni di Diocleziano, tra il 303 e il 311 dopo Cristo. La prima menzione documentata della chiesa risale a un atto di donazione normanno del 1098.
In Piazza Umberto I si trova la Dogana dei Grani, costruita nel 1883: dal 1993 ospita il Museo della Dogana dei Grani, con reperti dalla necropoli di Capo la Torre e dal Parco di Abellinum. Di fronte, il gruppo statuario bronzeo dedicato al milite ignoto è uno dei monumenti civici più interessanti della città. Sul fiume Fenestrelle, il Ponte delle Filande — ricostruito e riaperto nell’ottobre 2024 — prende il nome dalle antiche manifatture tessili che sfruttavano la forza motrice del corso d’acqua in epoca feudale.
Il giovedì Atripalda ospita il mercato settimanale, uno degli appuntamenti commerciali più frequentati della provincia: viene da lontano, questo mercato — un documento di Re Carlo d’Angiò del 1272 ne regolamentava già lo svolgimento.
Se si ha più tempo, vale la pena estendere la visita verso Montevergine, il santuario mariano a 1.270 metri di quota sul Monte Partenio, nel comune di Mercogliano, raggiungibile anche con la funicolare in sette minuti. Nella direzione opposta, verso est, si entra nell’area del Taurasi DOCG, il grande rosso irpino prodotto dalle uve Aglianico.
Atripalda non è una città per turisti nel senso più commerciale del termine. È una città per chi viaggia con curiosità e preferisce i luoghi autentici ai circuiti già battuti.

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