
Da piazza Umberto I a piazza Sparavigna: passeggiata nel cuore di Atripalda
Atripalda si può attraversare in pochi minuti. Per conoscerla, però, bisogna rallentare. Fra piazza Umberto I e piazza Sparavigna la distanza è breve, ma il
Sul Monte Partenio, a 1.270 metri di quota, sorge il Santuario di Montevergine. È il più importante luogo di culto mariano del Sud Italia, meta di pellegrinaggio da secoli, custode dell’icona della Madonna di Montevergine — popolarmente chiamata “Mamma Schiavona” — che la tradizione vuole dipinta da San Luca e che gli storici collocano invece tra il XII e il XIII secolo.
Il santuario si trova nel comune di Mercogliano, a pochi chilometri da Atripalda. Per chi non vuole salire a piedi, dalla stazione di Mercogliano parte la funicolare che in sette minuti porta al complesso monastico. Per chi invece vuole fare il percorso a piedi, la salita sul Monte Partenio è uno dei cammini devozionali più frequentati della Campania: si chiama la via dei Fujenti, dal nome con cui vengono chiamati i pellegrini che storicamente salivano alla montagna cantando e portando offerte votive.
I Fujenti sono parte integrante della storia del santuario e della cultura popolare irpina. Il pellegrinaggio, che si svolge tradizionalmente in diverse occasioni dell’anno liturgico, è una pratica collettiva in cui la devozione religiosa si intreccia con il senso di appartenenza comunitaria. I gruppi di pellegrini partono dai paesi della valle nelle ore notturne o all’alba, percorrono i sentieri di montagna cantando laudi, e arrivano al santuario con l’alba o nelle prime ore del mattino.
Il complesso monastico ospita anche il Museo del Santuario, che conserva una collezione di ex voto e oggetti votivi accumulati nel corso dei secoli dai fedeli in segno di gratitudine per le grazie ricevute. È una raccolta che racconta la storia della devozione popolare meridionale in modo diretto e senza filtri: oggetti d’oro e d’argento, rappresentazioni pittoriche di malattie guarite e di incidenti scampati, abiti nuziali e giocattoli. Un patrimonio antropologico oltre che artistico.
Dalla terrazza del santuario, nelle giornate limpide, la vista abbraccia la Valle del Sabato, con Atripalda e Avellino visibili in basso, e si spinge fino al Golfo di Napoli. È uno di quei panorami che giustificano da soli la salita.
Per chi parte da Atripalda, la strada per Mercogliano è breve e ben segnalata. La funicolare funziona tutto l’anno, con orari che variano a seconda della stagione. Il consiglio è di arrivare al santuario nelle prime ore del mattino, prima che i pullman dei pellegrini organizzati rendano i cortili più affollati, e di dedicare almeno due ore alla visita completa del complesso.

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