
Da piazza Umberto I a piazza Sparavigna: passeggiata nel cuore di Atripalda
Atripalda si può attraversare in pochi minuti. Per conoscerla, però, bisogna rallentare. Fra piazza Umberto I e piazza Sparavigna la distanza è breve, ma il
Il Taurasi è uno dei vini rossi più longevi e rispettati d’Italia. Prodotto dalle uve Aglianico nei comuni della Valle del Calore, a circa trentacinque chilometri da Atripalda, ha guadagnato la denominazione DOCG nel 1993 ed è comunemente chiamato il Barolo del Sud per la sua struttura tannica, la complessità aromatica e la capacità di invecchiare per decenni in bottiglia.
Atripalda è il punto di partenza naturale per chi vuole esplorare questo territorio. La città rientra nell’area del Fiano di Avellino DOCG — un bianco elegante con note di frutta secca e mineralità che esprime al meglio il carattere dei suoli vulcanici irpini — e dista pochi chilometri dalle principali zone di produzione dell’Irpinia vitivinicola.
L’itinerario più logico da Atripalda parte verso est, risalendo la Valle del Sabato e poi quella del Calore in direzione di Taurasi, il comune che dà il nome al vino. Il paesaggio cambia progressivamente: le colline si fanno più alte, i vigneti occupano i versanti esposti a sud, e i borghi si susseguono con la cadenza tipica dell’entroterra campano. Taurasi — il comune — conserva anche un castello longobardo che vale una sosta.
Lungo la stessa direttrice si trovano altri due territori di grande interesse enologico. Tufo, famoso per le cantine scavate nel tufo che ospitano le bottiglie del Greco di Tufo DOCG — un bianco sapido e minerale con carattere deciso — è raggiungibile in circa mezz’ora. Lapio, sulla strada del Fiano di Avellino, è una tappa classica per chi fa enoturismo in questa zona.
Il terzo grande vino irpino è il Greco di Tufo DOCG: prodotto sui terreni vulcanici del comune di Tufo e di altri sette comuni limitrofi, esprime una sapidità e una mineralità che derivano direttamente dalla composizione del suolo.
Per chi visita l’Irpinia enologica partendo da Atripalda, il consiglio pratico è di prenotare le visite alle cantine con anticipo, specialmente nel periodo della vendemmia — settembre e ottobre — quando il territorio è al massimo della sua espressione e le cantine sono più frequentate. Molti produttori offrono degustazioni guidate con abbinamento ai prodotti tipici locali: formaggi, salumi, e i dolci della tradizione irpina.
Atripalda in questo contesto non è solo un punto di partenza logistico: è una città che ha nel commercio e nella vocazione mercantile la sua identità più profonda. Il mercato del giovedì in Piazza Umberto I, documentato fin dal 1272, ha incluso per secoli anche lo scambio di prodotti vinicoli e agricoli della valle. Partire da qui per esplorare le vigne irpine ha una coerenza che va oltre la geografia.

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